L'asta per le nuove frequenze tv non piace al Pdl

La commissione Finanze della Camera ha approvato l'emendamento presentato dal governo che passa oltre il principio del beauty contest per l'aggiudicazione delle nuove frequenze tv. L'emendamento è presentato al'interno del decreto fiscale e ha ricevuto il voto contrario del Pdl e del Grande Sud. Leggi Google incombe sul beauty contest
21 AGO 20
Immagine di L'asta per le nuove frequenze tv non piace al Pdl
La commissione Finanze della Camera ha approvato l'emendamento presentato dal governo che passa oltre il principio del beauty contest per l'aggiudicazione delle nuove frequenze tv. L'emendamento è presentato al'interno del decreto fiscale e ha ricevuto il voto contrario del Pdl e del Grande Sud.
L'emendamento prevede un'asta a pagamento per le assegnazione delle frequenze tv risultate libere dopo il passaggio dall'analogico al digitale. Secondo Paolo Romani, ex ministro delle Comunicazioni del Pdl, il governo e il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, avrebbero modificato l'accordo sul beauty contest senza consultare il suo partito. Al termine di un incontro con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, Romani ha annunciato: “Ho tenuto al corrente Letta e Alfano, ritengo che la questione sarà oggetto del vertice di questa sera” tra Monti e i segretari di maggioranza.
Secondo Romani l'emendamento “così com'è congegnato non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara”. Poco dopo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha replicato: “Non ho capito per quale motivo ci sia stato un ripensamento da parte del Pdl, non abbiamo visto emendamenti o altro. E' evidente che dovevano esserci ragioni non solo estetiche. Il governo ha fatto bene, ha votato e ora vada avanti”.